AENEAS

Titolo:

Acquired Environmental Epigenetics Advances: from Arabidopsis to maize.

Durata:

4-2009 :: 3-2013

Responsabile del coordinamento:

Dr.ssa Serena Varotto
Dipartimento Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali - Università degli Studi di Padova - Agripolis - Strada Romea, 16 - 35020 Legnaro

Responsabile scientifico CRA-MAC:

V. Rossi

Riassunto:

Questo progetto, intitolato: "Acquired Environmental Epigenetics Advances: from Arabidopsis to maize" (acronimo AENEAS) si propone di studiare l'impatto degli stress ambientali a livello dell'epigenoma della pianta modello Arabidopsis e del mais, come esempio di pianta coltivata tra le più importanti d'Europa. Il primo obbiettivo del progetto è quello di utilizzare la pianta modello Arabidopsis al fine di migliorare significativamente la conoscenza dei meccanismi di formazione di epialleli in risposta a stress ambientali e del loro mantenimento attraverso le generazioni. A questo scopo il progetto si propone di effettuare uno studio dettagliato di tre "pathways" coinvolti nella regolazione dell'epigenoma: il pathway autonomo di fioritura, quello degli small RNA e il "pathway" della metilazione CpG. Il risultato previsto è la costituzione di una "road map" per "l'epigenetica ambientale" in vegetali, come essenziale punto di partenza per il trasferimmento della conoscenza ottenuta in Arabidopsis alle piante di interesse agronomico. Il progetto si pone come ulteriore obbiettivo la costituzione di una piattaforma di "Epigenetica Ambientale" per il mais. Questa piattaforma sarà formata da vari "tools", necessari per il trasferimento della conoscenza da Arabidopsis a mais. Anche per il mais gli studi si concentreranno sui tre "pathways" sopracitati. I "tools" sviluppati saranno: nuovi mutanti di mais con alterazione funzionale di regolatori dell'epigenoma, identificazione dei geni bersaglio degli epi-regolatori dei tre "pathways" sopracitati, identificazione delle condizioni e stress ambientali che inducono la formazione di epialleli stabilmente mantenuti a livello trans-generazionale. E' opinione dei partecipanti al progetto che i risultati e gli strumenti che scaturiranno da AENEAS saranno i "progenitori" per nuovi programmi di "breeding, basati sullo sfruttamento della variabilità epigenetica indotta da stimoli ambientali.

ALISAL

Titolo:

Interventi per lo sviluppo di varietà ibride con ridotto accumulo di micotossine per garantire la sicurezza alimentare delle produzioni tipiche italiane ad alto valore aggiunto derivate dalla trasformazione del mais.

Durata:

06-2010 :: 06-2012

Responsabile del coordinamento:

Dr.ssa Daniela Trono
CRA Centro di Ricerca per la Cerealicoltura - S.S. 16 Km 675 - 71122 Foggia

Responsabile scientifico CRA-MAC:

H. Hartings

Riassunto:

La granella dei cereali presenta rischi di accumulo di micotossine in quanto attaccata da numerose specie fungine in grado di produrre un ampio spettro di metaboliti tossici. Tali patogeni causano malattie della plantula, delle radici, del culmo e del seme. La ricerca proposta mira allo sviluppo di una piattaforma tecnologica per i) ridurre il carico di micotossine sulla granella del mais mediante lo sviluppo di piante dotate di resistenza alle contaminazioni da funghi tossigeni ii) identificare fattori genetici necessari per ridurre le contaminazioni fungine durante le fasi di pre-raccolta e iii) mettere a punto di tecnologie analitiche in grado di permettere l’identificazione di genotipi resistenti da impiegare nelle aree maidicole del centro-nord Italia con rischio di contaminazione.

ASER

Titolo:

Attività di servizio.

Durata:

8-2011 :: 8-2012

Responsabile del coordinamento:

Dr.ssa Fidalma D'Andrea
CRA - Via Nazionale 82 - 00184 ROMA

Responsabile scientifico CRA-MAC:

R. Redaelli

Riassunto:

Obiettivo generale del progetto è la prosecuzione delle attività di aggiornamento delle liste varietali dei fruttiferi, delle viti, degli agrumi, dei cereali e di diverse colture foraggere e ortive, al fine di dare risposte precise agli operatori del settore e a tutti gli Enti ed Istituzioni interessati, pubblici e privati, attraverso la loro caratterizzazione genetica e la valutazione agronomica nei principali areali di coltivazione.

BIODATI

Titolo:

Conservazione biodivesità, gestioni banche banche dati e miglioramento genetico.

Durata:

7-2011 :: 7-2012

Responsabile del coordinamento:

Dr.ssa Fidalma D'Andrea
CRA - Via Nazionale 82 - 00184 ROMA

Responsabile scientifico CRA-MAC:

R. Redaelli

Riassunto:

L'obiettivo generale del progetto è il proseguimento delle attività di pubblico interesse esplicato dalle Strutture del CRA riguardo al miglioramento genetico, alla raccolta, caratterizzazione, valorizzazione e conservazione del germoplasma vegetale, animale e dei microrganismi, il mantenimento delle banche dati telematiche e tutte le altre attività di servizio. Di seguito sono riportati gli obiettivi specifici della ricerca organizzati in 7 WORKPACKAGES: WP1 - Coordinamento. WP2 - Banca dati. WP3 - Biodiversità zoologica, zootecnica e dei microrganismi. WP4 - Biodiversità Vegetale.WP5 - Miglioramento genetico. WP6 - ALTRO Nell'ambito di questo workpackage vengono svolte altre attività di rilevante interesse per tutti gli operatori del settore agricolo. WP7 - Piano di sfruttamento dei risultati e ricadute.

BIOGESTECA

Titolo:

Piattaforma di biotecnologie verdi e di tecniche gestionali per un sistema agricolo ad elevata sostenibilità ambientale

Durata:

6-2011 :: 5-2013

Responsabile del coordinamento:

Prof. Gian Attilio Sacchi
Università degli Studi di Milano - Dipartimento di Produzione Vegetale - Via Celoria 2 - 20133 Milano

Responsabile scientifico CRA-MAC:

H. Hartings - N. Berardo

Riassunto:

Il progetto in questione riguarda la realizzazione di un approccio integrato (piattaforma di biotecnologie verdi e di tecniche gestionali) che vede lo studio e la sperimentazione di diverse soluzioni che interagiscono tra di loro con la finalità condivisa della sostenibilità del sistema agricolo. Il progetto focalizza le attività sul sistema delle produzioni vegetali analizzando:
  1. i possibili miglioramenti nell’utilizzo degli input, con particolare riferimento alla gestione delle risorse idriche e della fertilizzazione;
  2. la possibilità di migliorare attraverso la variabilità genetica l’efficienza delle colture nell’utilizzo dell’acqua e dei fertilizzanti, nonché la resistenza alle avversità consentendo una riduzione degli agro farmaci;
  3. la sperimentazione di tecnologie innovative per la valorizzazione dei residui e degli effluenti del sistema agricolo, comprese le produzioni zootecniche, finalizzato alla produzione di energia e alla conservazione e aumento della disponibilità per le piante degli elementi fertilizzanti in essi contenuti.

BIOSEGEN

Titolo:

Filiere innovative per la produzione di biocarburanti di seconda generazione

Durata:

4-2010 :: 3-2013

Responsabile del coordinamento:

Dr. Vito Pignatelli - ENEA – Casaccia

Responsabile scientifico CRA-MAC:

H. Hartings - N. Berardo

Riassunto:

Il Progetto BIOSEGEN, articolato su tre anni nel periodo 2010-2012, intende valutare l’idoneità di molteplici biomasse lignocellulosiche per la produzione di bioetanolo di seconda generazione. Tra le biomasse lignocellulosiche sono prese in considerazione le colture dedicate legnose (i.e. salice, robinia, pioppo) ed erbacee (i.e. canna comune, miscanto, panico, cardo, specie spontanee della flora siciliana e alcune varietà di mais appositamente selezionate) e le biomasse residuali derivanti dalla viticoltura (i.e. tralci dei portinnesti, vinacce), dalla bachicoltura (e.g. potature, lettiere) e dalla coltivazione in pieno campo del carciofo. Tutte le tipologie di biomassa sono caratterizzate e sottoposte a pretrattamenti enzimatici e chimico-fisici (i.e. steam explosion), finalizzati a separare la lignina dai carboidrati strutturali convertibili in bioetanolo. Successivamente le biomasse pretrattate sono sottoposte alla fermentazione alcolica per la produzione di bioetanolo di seconda generazione. I residui della separazione della lignina sono anch’essi caratterizzati e valutati per la loro valorizzazione energetica. I risultati in termini di resa in bioetanolo sono elaborati per definire le rese di ciascun processo ed i relativi flussi di massa, i bilanci energetici ed ambientali (i.e. risparmio nelle emissioni di gas ad effetto serra) e la sostenibilità economica dell’iniziativa. Come conclusione del Progetto, questi elementi sono applicati nel dimensionamento di massima di un impianto per la produzione di bioetanolo di seconda generazione e nella definizione della relativa logistica nel territorio in cui l’impianto è inserito.

COEMA

Titolo:

Indagine sulle dinamiche di diffusione del polline tra coltivazioni contigue di mais e modelli di coesistenza per la maiscoltura italiana

Durata:

3-2011 :: 2-2013

Responsabile del coordinamento:

Dr. Alberto Verderio
CRA Unità per la Maiscoltura - via Stezzano 24 - 24126 Bergamo

Responsabile scientifico CRA-MAC:

A. Verderio

Riassunto:

La normativa europea prevede una soglia di tolleranza per la presenza di OGM pari allo 0,9%, al di sopra della quale è d’obbligo dichiarare nell’etichetta la presenza di OGM (Reg 1829 e 1830). Per i prodotti biologici, si considera come soglia di tolleranza il limite di 0,1%, che rappresenta il limite tecnico di rilevabilità. In proposito il recente Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica (azione 12) prefigura gli stessi limiti (0,9%) anche per il biologico. La presente ricerca ha lo scopo di integrare e verificare, nel conteso agricolo padano, le conoscenze disponibili in tema di coesistenza per la coltura del mais, ottenendo allo stesso tempo informazioni generali sul comportamento del flusso genico. In particolare saranno analizzati:
  1. livello di diffusione dell’evento Mon810 in località del Friuli;
  2. andamento del flusso genico nel mais nel contesto padano;
  3. l’efficacia relativa di alcuni strumenti agronomici per il suo contenimento tra cui: l’adozione di alcuni strumenti agronomici per contenere l’entità della fecondazione incrociata.

COLLEZIONI E A-OR

Titolo:

Mantenimento di collezioni, banche dati ed altre attività ordinarie di interesse pubblico

Durata:

10-2011 :: 4-2013

Responsabile del coordinamento:

Dr.ssa Fidalma D'Andrea
CRA - Via Nazionale 82 - 00184 ROMA

Responsabile scientifico CRA-MAC:

R. Redaelli

Riassunto:

L'obiettivo generale del progetto è il proseguimento delle attività di pubblico interesse esplicato dalle Strutture del CRA riguardo al miglioramento genetico, alla raccolta, caratterizzazione, valorizzazione e conservazione del germoplasma vegetale, animale e dei microrganismi, il mantenimento delle banche dati telematiche e tutte le altre attività di servizio.

CONVAR

Titolo:

Confronti varietali delle principali specie di interesse agrario

Durata:

07-2011 :: 07-2012

Responsabile del coordinamento:

Dr.ssa Fidalma D'Andrea
CRA - Via Nazionale 82 - 00184 ROMA

Responsabile scientifico CRA-MAC:

R. Redaelli

Riassunto:

Obiettivo generale del progetto è la prosecuzione delle attività di aggiornamento delle liste varietali dei fruttiferi, delle viti, degli agrumi, dei cereali e di diverse colture foraggere e ortive, al fine di dare risposte precise agli operatori del settore e a tutti gli Enti ed Istituzioni interessati, pubblici e privati, attraverso la loro caratterizzazione genetica e la valutazione agronomica nei principali areali di coltivazione.

IDIAM

Titolo:

Interventi per contrastare la diffusione e i danni da diabrotica nella maiscoltura Italiana

Durata:

3-2010 :: 9-2012

Responsabile del coordinamento:

Dr. Nicola Berardo
CRA Unità per la Maiscoltura - via Stezzano 24 - 24126 Bergamo

Responsabile scientifico CRA-MAC:

C. Balconi

Riassunto:

Il mais è il cereale d’elezione per l’agricoltura italiana (circa 1 milione di ha per granella e 250 mila ha per trinciato, Plv 2,3 miliardi di euro) per l’elevata potenzialità produttiva della coltura e per l’alto valore nutritivo del foraggio: elementi che si traducono in rilevanti vantaggi economici sia per la riduzione del costo unitario dell’energia, sia per l’incremento delle produzioni zootecniche per unità di superficie. In quest’ottica è' comunque necessario un continuo aggiornamento delle particolarità da perseguire in rapporto sia all’evoluzione dell’ambiente sia a nuovi agenti patogeni e parassitari. In anni recenti, si è riscontrata in Italia la diffusione del fitofago Diabrotica virgifera virgifera, comunemente denominato diabrotica del mais. Tra le misure di contenimento e prevenzione appaiono efficaci l’impiego di alcune pratiche agronomiche (scelta dell’ibrido, avvicendamenti colturali, semine anticipate, buone disponibilità irrigue, rincalzature e trattamenti insetticidi). Tuttavia, nel lungo periodo, tali strumenti di lotta e prevenzione, appaiono scarsamente efficaci nel contenere i danni inferti dall’insetto. È pertanto necessario verificare sperimentalmente le potenzialità e i limiti delle tecniche oggi disponibili. Nel presente progetto si vuole verificare come l’efficacia contro diabrotica delle sementi conciate vari in funzione dell’epoca di semina e se esistano possibili alternative alla concia e alla lotta adulticida. Il panorama delle ricerche sarà, completato da attività mirate allo sviluppo e implementazione di tecnologie genetiche e biologico-molecolari. Specificatamente, il presente progetto propone una strategia mirante a: i) identificare percorsi colturali integrati per limitare l’invadenza e i danni prodotti dalle larve nelle coltivazioni di mais, ii) sviluppare metodi di lotta integrata, iii) identificare indici morfo-fisiologici per stimare gli effetti dell’aggressione dell’insetto sulle rese produttive, iv) accertare con attività di monitoraggio il grado di diffusione dell’insetto nelle aree maidicole padane, v) identificare il grado di variabilità genetica e geni implicati nei meccanismi di difesa delle piante per contrastare i danni inferti dalla diabrotica in mais, vi) impiegare le informazioni acquisite per sviluppare metodi di selezione assistita al fine di accelerare lo sviluppo di varietà tolleranti ai danni della diabrotica senza ricorrere a soluzioni transgeniche.

MAISMOLINO

Titolo:

Sviluppo delle filiere di produzione a valore aggiunto nel comparto del mais allimentare, attraverso la costituzione di nuove varietà con superiori caratterisiche qualitative

Durata:

4-2011 :: 4-2014

Responsabile del coordinamento:

Dr. Alberto Verderio
CRA Unità per la Maiscoltura - via Stezzano 24 - 24126 Bergamo

Responsabile scientifico CRA-MAC:

A. Verderio

Riassunto:

Negli ultimi 10-12 anni si sono verificati alcuni “nuovi fatti” che hanno impresso una evoluzione interessante dell’intero comparto del mais alimentare: nuovi usi e prodotti per la granella di mais, aumento dei flussi di esportazione, trasformazione dei raffinatori in industria alimentare, introduzione di standard HACCP e di normative cogenti sui contaminanti per la salvaguardia della sicurezza d’uso. Queste circostanze sono alla base della recente tendenza ad una forte specializzazione di tutti i contributori della “food chain” alimentare e di un loro coordinamento in filiere di prodotto normate e contrattualizzate. Il punto di partenza per il successo della filiera food è la disponibilità di materiali genetici (ibridi di mais) in grado di minimizzare i costi ed i rischi di produzione in campo e di ottimizzare la resa alla lavorazione. Di contro, sul mercato italiano è facilmente rilevabile una carenza di materiali genetici adatti al food; la maggior parte delle filiere dedicate all’alimentazione si ritrova ad utilizzare principalmente gli ibridi Costanza e Lolita costituiti negli anni 1992 e 1994 i quali a vent’anni dalla messa in coltura mostrano limiti di produttività, di adattamento e di tolleranza ai funghi tossigeni rispetto ai più recenti ibridi “normali”. Appare evidente l’urgenza di un intervento della ricerca orientato alla costituzione di nuovo germoplasma (ibridi e linee parentali) sviluppati nell’ambiente lombardo e ad un conseguente sforzo conoscitivo per definire le procedure di produzione (agronomiche e di post raccolta) e per ottimizzare il processamento industriale dei nuovi materiali. Il progetto di ricerca MAISMOLINO è stato formulato coinvolgendo enti ed organizzazioni rappresentative di tutti gli anelli della filiera di produzione ponendosi come obiettivi:
  • la costituzione di ibridi F1, di linee parentali e di sources genetiche utilmente impiegabili nelle filiere a valore aggiunto per la produzione di hominy grits per cereali da prima colazione, di grits a granulometria media per birre premium e per prodotti di estrusione, di farine bramate per gli usi tradizionali o per le linee dietetiche gluten free (partner CRA MAC, FMB, COOPsementi);
  • lo sviluppo dei nuovi ibridi a livello operativo con la redazione di linee guida direttamente utilizzabili per i contratti di filiera, per la produzione agronomica e per i processi di post raccolta (partner Co.Ma.Cer, CISA, Corn Valley-Sanfermese);
  • la valutazione della qualità tecnologica della granella per l’ottenimento di hominy grits e di prodotti estrusi (partner Molino Lameri e Molino Corn Valley)implementazione di una filiera pilota “dal seme allo scaffale”.
I destinatari diretti della ricerca sono:
  1. le aziende agricole che aumentano le opportunità di mettere in coltivazione produzioni a valore aggiunto e beneficiano dei vantaggi generali di operare in filiera;
  2. le organizzazioni di essiccazione e stoccaggio le quali assicurano plus valore alla propria attività attraverso la pianificazione delle attività, la segregazione delle partite, l’applicazione di procedure di condizionamento conservative della qualità;
  3. i molini primi utilizzatori e l’industria alimentare i quali, approvvigionati di materia prima con alta qualità d’uso possono diminuire i costi di esercizio, spuntare prezzi più elevati per i semilavorati, produrre cibo di alta qualità;
  4. i providers di sementi e le aziende produttrici di mais da seme che si assicurano una nicchia riservata di mercato.

MICOPRINCEM

Titolo:

Micotossine Principali ed emergenti nei Cereali

Durata:

12-2010 :: 12-2013

Responsabile del coordinamento:

Dr. ssa Maria Grazia D'Egidio
CRA Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali - via Cassia 176 - 00191 ROMA

Responsabile scientifico CRA-MAC:

N. Berardo

Riassunto:

Il progetto intende affrontare la problematica delle micotossine nei cereali, rivolgendo particolare attenzione alle micotossine emergenti, di interesse a causa della loro tossicità per uomo e animali per le quali non esistono ancora limiti normativi. Lo studio consentirà di arrivare alla definizione di metodi validati con cui monitorare la presenza di tali composti sulla produzione cerealicola nazionale ed acquisire così informazioni attendibili sulla loro reale diffusione nei cereali. in Italia. Lo studio permetterà, altresì, di disporre di dati per considerazioni attinenti la valutazione del rischio e la gestione dello stesso, da parte degli organi preposti, su questo gruppo di micotossine attualmente all’attenzione della Commissione Europea. La problematica delle micotossine emergenti sarà affrontata, oltre che da un punto di vista analitico, con indagini fitopatologiche volte all’individuazione delle specie fungine collegate; ciò consentirà di avere un quadro completo dell’incidenza delle diverse specie presenti e della loro distribuzione geografica in annate successive. Il progetto inoltre proseguirà nel monitoraggio per le principali micotossine già considerate a livello normativo negli areali agroclimatici nazionali di maggiore interesse per i diversi cereali, con particolare attenzione alle aree indicate a rischio, al fine di mantenere sotto costante controllo la produzione nazionale e al tempo stesso di indagare, a campione, la situazione a livello di importazione, per evitare contaminazioni del prodotto interno. Il problema delle micotossine nelle produzioni cerealicole nazionali sarà affrontato nel suo complesso, considerando anche le strategie più utili, per ciascun cereale, alla prevenzione ed al contenimento dello sviluppo dei composti tossici sia mediante sistemi agrotecnici in grado di diminuire i fattori di rischio, sia mediante sistemi utili a livello di stoccaggio, fase della filiera particolarmente delicata che influenza significativamente la qualità igienico-sanitaria delle produzioni di cereali. I risultati ottenuti dai diversi approcci consentiranno di avere indicazioni valide per la definizione linee guida per gli operatori sia a livello sia di produzione che di stoccaggio.

SOS ZOOT

Titolo:

Sviluppo di modelli zootecnici ecocompatibili ai fini della sostenibilità

Durata:

6-2010 :: 9-2012

Responsabile del coordinamento:

Dr. Riccardo Aleandri
CRA - Via Nazionale 82 - 00184 ROMA

Responsabile scientifico CRA-MAC:

R. Redaelli

Riassunto:

Il progetto fa riferimento ai principali aspetti della produzione zootecnica nazionale, quali la produzione di latte bovino, la produzione di carne bovina e suina, le produzioni bufaline e quelle ovi-caprine. In tal senso, si pone come obiettivi generali l’individuazione di modelli zootecnici ecocompatibili applicabili ai diversi sistemi produttivi, ai fini della sostenibilità ambientale . Per le specie di maggiore interesse economico (bovini, suini e bufalini) sono state individuate delle priorità di ricerca, allo scopo di fornire una risposta alle problematiche più urgenti che pregiudicano la sostenibilità delle specifiche imprese zootecniche. Altre tre priorità individuate hanno carattere di trasversalità, in quanto riguardanti, anche potenzialmente, più specie. Area 1. Bovini da latte. Applicazione di tecniche di alimentazione di precisione della bovina in accrescimento e adulta per il miglioramento della sostenibilità ambientale – PRECISO. C.R.A.-FLC Sede di Cremona. Area 2. Bufali. Applicazione della tecnica sperma-sessante, utilizzazione degli amminoacidi rumino.protetti e valutazione commerciale della carne nell’allevamento bufalino – SOS-BUF. C.R.A. – PCM. Area 3. Idrogeno. Idrometano da effluenti zootecni – MAREA. C.R.A.-SUI. Area 4. Micorrize. Consorzi microbici micorrizati per i sistemi foraggeri: applicazioni nell’alimentazione di ruminanti e di monogastrici – AMICO. C.R.A.-ZOE. Area 5. Impatto ambientale. Valutazione dell’impatto ambientale degli allevamenti italiani – VIAAI. C.R.A.-FLC Sede di Cremona.